Amazon ha intercettato il commercio dei medicinali aggiudicandosi, rispetto ad altri competitori,  PillPack azienda statunitense specializzata nella consegna a domicilio di medicinali pre-dosati. Amazon in questo modo potrà spedire farmaci in tutti gli stati americani (tranne le Hawaii). La notizia è rimbalzata sui quotidiani di tutto il mondo destando qualche perplessità e paura nel mondo delle farmacie.

Le motivazioni dell’acquisto sono state chiarite dallo stesso Jeff Bezos, in una sua nota: “PillPack è pensata per fornire la migliore esperienza possibile alle persone che prendono vari farmaci al giorno”. L’operazione finanziaria è conforme alla filosofia del gruppo Amazon, ovvero permettere ai clienti di “risparmiare tempo, semplificare le loro vite” e nel caso dei farmaci “sentirsi più in salute”. Così come spiega meglio Tj Parker, cofondatore di PillPack, che afferma come la sua società “rende facile l’assunzione della giusta medicina nel momento giusto…Insieme ad Amazon, siamo impazienti di continuare a lavorare con i partner nel settore della sanità per aiutare le persone a vivere una esperienza migliore”.

Amazon, con il suo servizio di distribuzione, andrà a perfezionare la prestazione offerta da PillPack, ovvero la gestione dei medicinali. Attraverso un’app il cliente attiva un account, collegato alla sua farmacia di fiducia, tramite il quale indica i farmaci che usa e che poi avrà notificati sull’applicazione, suddivisi per giorni e dosi. Lo scopo è aiutare il paziente a seguire la terapia correttamente, senza spreco di denaro.

Migliorare la vita dei pazienti è anche alla base del lavoro di Carepy la start up pugliese, che con il suo sistema digitale innovativo ha rimesso al centro, rafforzandola, la rete tra paziente, medico e farmacista.

 

Basta scaricare l’app Carepy, infatti, per dare al paziente la possibilità di gestire la terapia e la cassetta dei farmaci in maniera semplice ed efficiente; al farmacista, con l’applicativo web, di prendere in carico e fidelizzare i pazienti mentre al medico di monitorare l’aderenza terapeutica. Il tutto permettendo anche al sistema sanitario di abbattere onerosi costi.

I dati ottenuti da Carepy monitorando circa 300 farmacie e 250 studi medici possono confermare che il servizio funziona: ha già riscontrato un incremento dell’aderenza terapeutica mediamente pari al 25%, un aumento del 20% dei ricavi da prodotti promossi attraverso la piattaforma e aumento dei ritorni in farmacia del 25%.

 

Tra i concorrenti che hanno commentato l’acquisto di Amazon si legge anche quella di Stefano Pessina, ceo di Walgreens Boots Alliance, che in un articolo sul Wall Street Journal ha detto che “il mondo delle farmacie è molto più complesso della semplice consegna di medicine”.

E difatti, come dimostra ampiamente Carepy, la consegna a domicilio è solo una parte del rapporto che c’è tra paziente e farmacista. Carepy con i suoi servizi non intende sostituire la farmacia, al contrario, ridà nuova centralità alla figura dei professionisti, implementando le loro funzioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *