Nel convegno annuale dell’Aisc le criticità dei pazienti

“Oltre un milione e mezzo di persone in Italia soffrono di scompenso cardiaco con 170 mila nuovi pazienti ogni anno, con circa 500 ricoveri al giorno” – con questi dati la dottoressa Maria Rosaria Di Somma, Consigliere delegato relazioni esterne Aisc ha aperto il suo intervento durante il Convegno nazionale annuale dell’Associazione italiana scompensati cardiaci, tenutasi lo scorso 5 ottobre a Salerno.
Numeri alti che mettono in guardia i componenti dell’associazione, impegnati da anni ad informare e far conoscere l’entità della patologia della quale si riscontra un alto livello di mortalità.

“Lo scompenso cardiaco colpisce oltre 15 milioni di persone in Europa, che arriveranno a 30 milioni nel 2020 – ha continuato la dottoressa – ed è responsabile ogni anno di circa 3 miliardi di ricoveri ospedalieri e numerosi decessi. La patologia è la prima causa di ospedalizzazione, con costi a carico del servizio sanitario nazionale superiori a 550 milioni di euro l’anno”.
Nel corso della sua relazione la dottoressa Di Somma ha sottolineato soprattutto le criticità che il paziente deve affrontare, che vanno da “un’inadeguata risposta del Sistema sanitario nazionale e regionale alla crescente domanda di assistenza e cura di qualità”, alla scarsa “prevenzione delle criticità”.

Le analisi della dottoressa Di Somma si concludono con la presa di posizione da parte dell’associazione sulla necessità di dover avere un nuovo approccio sulla patologia e su un modo migliore per seguire i pazienti.
Aderenza terapeutica, prevenzione, conoscenza, sono i punti cardine sui quali si è concentrato il congresso e costituiscono anche le basi sulle quali lavora Carepy, il servizio digitale nato proprio per venire incontro alle esigenze soprattutto dei pazienti, in linea con quanto emerge dal Piano nazionale della cronicità, adottato dal Ministero della Salute il 22 dicembre 2016 e citato dalla stessa dottoressa che nella sua relazione ha evidenziato alcuni punti come la necessità di “Assicurare un’adeguata gestione della cronicità basata su un’assistenza continuativa, multidimensionale, multidisciplinare”.

 

Carepy, intercettando il bisogno di assistenza costante e la necessità di controllare l’andamento della terapia, con il suo funzionamento semplice, permette al paziente di ricordare tempi e posologia dei farmaci da assumere, senza il rischio di fare confusione o di saltare l’assunzione; di monitorare l’andamento e, soprattutto, di non sentirsi solo nel percorso di cura, grazie alla creazione della squadra della salute, composta da paziente (o familiare o caregiver), medico e farmacista.

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